“Ancora il Ponte!”

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                       “Ancora il Ponte!”

 

 

“Generale, ancora una volta il Ponte sullo Stretto di Messina! Pensano davvero di prendere per i fondelli i Siciliani? Lei, se non sbaglio, era Consigliere d’amministrazione della Società Stretto di Messina. Come apprende questa notizia”.

“Caro Ammiraglio, sono davvero sconcertato. Mi ricordo quando il Ministro delle Infrastrutture del Governo Berlusconi mi chiamò e mi chiese, essendo un Generale dei Carabinietri, se volevo fare il Consigliere d’Amministrazione per impedire che mafia e ‘ndrangheta facessero i loro loschi affari. Accettai perché ancora oggi ritengo che la Sicilia non debba restare staccata dall’Italia, preda di ogni mafia, politica e criminale.

La mia presenza è servita. In sei anni nessuna indagine è stata avviata contro chiunque della Società. Fatto raro in Italia”.

 

“Generale, ma perché questa tiratela. Ponte Sì, Ponte No, Ponte Sì, Ponte no!”

“Caro Ammiraglio, questi politici sono dei buffoni. Se il Ponte lo avesse concepito Bersani, politici di sinistra, ecologisti, ecc. avrebbero plaudito.

Lo ha voluto Berlusconi, allora apriti cielo. Tutti contro.

Ci hanno rotto le scatole per ben sei anni, inventandosi che il ponte avrebbe dato fastidio pure agli uccelli migratori e alle balene, che si sarebbero innervosite per l’ombra che avrebbe proiettato sul mare.

Da prenderli a calci nel sedere”.

 

“Generale, ma alla fine vi hanno fatto lavorare per sei anni e ditte superspecializzate di tutto il mondo hanno presentato l’intero progetto. Le carte non stavano nemmeno in una grande stanza. Costo totale 350 milioni di euro. Che è successo dopo?”.

“Caro Ammiraglio, un bel giorno il Presidente Zamberletti ci ha comunicato che il governo Monti con un atto illegale aveva chiuso la Società, preferendo pagare una penale di circa 600 milioni di euro alla Impregilo.

Il governo aveva versato una quota di 1.200 milioni. Già erano stati spesi 350 milioni per cui con l’aggiunta di 600 sarebbero stati buttati al vento 950 milioni di euro, soldi dei contribuenti”.

 

“Generale, ma perché hanno fatto questo atto illegale?”.

“Caro Ammiraglio, al governo servivano i soldi per la Expo di Milano e Monti non sapeva dove trovarli. Alla fine li ha portati via ai Siciliani e ai Calabresi che fessi hanno creduto che quei soldi sarebbero stati spesi per migliorare le ferroviarie e le strade della Sicilia e della Calabria.

Siamo proprio una manica di fessi”.

 

“Generale, e adesso è spuntato Renzi”.

“Caro Ammiraglio, è spuntato il furbo di turno. La società Impregilo ha promesso che se si fa il ponte non avrebbe preteso la penale. E Renzi ha subito parlato di 100.000 posti di lavoro.

Noi parlavamo di 40.000 posti di lavoro, che erano certi, e di un ponte, il più lungo del mondo ad unica campata, che per le innovative tecnologie usate ci sarebbe stato invidiato da tutti i Paesi.

Ma in Italia vince il contrasto politico e gli interessi degli Italiani passano in secondo ordine. Per cui, io siciliano debbo aspettare un’ora per traghettare (quando non c’è traffico) e a Villa San Giovanni debbo scendere dal treno per prenderne un altro a Messina.

Con il ponte ci sarebbe stato il treno veloce e saremmo arrivati a Palermo da Roma in poche ore.

Ma noi siamo sudisti, meridionali, terroni e siamo assimilati agli extracomunitari.

Io, comunque, non credo più a questi sciacalli e ho presentato denuncia ai Carabinieri per tutti i reati che sono stato commessi sottraendo i soldi al Ponte sullo Stretto di Messina.

La denuncia è stata presentata circa due anni fa.

La magistratura non si è ancora mossa.

W la giustizia”.

 

“Generale, Grillo ha detto che il Ponte non si deve fare”.

“Caro Ammiraglio, continua la farsa. Se il ponte lo fa il mio peggior nemico mi metto di traverso. Questi politici dovrebbero essere tutti processati e scaraventati in galera”.

 

“Generale, forse Grillo non vuole il Ponte perché poi non potrà più attraversare lo stretto a nuoto”.

“Caro Ammiraglio, ha ragione lei. E’ meglio scherzarci sopra. Tanto da questi signori non possiamo aspettarci nulla di buono”.

 

“Generale, quando il popolo si stancherà di queste sceneggiate?.

“Caro Ammiraglio, prima di quello che lei pensa”.

 

 

L’Ammiraglio e il Generale

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